Soluzioni per la crisi - Jedi Simon

 

Si assiste oggi di fatto in barba al conflitto di interesse, all’interferenza necessaria e non sufficiente, legittimata dal tentativo di risolvere la crisi da parte di alcuni tecnocrati, di membri attivi della  Sinarchia Trilaterale, che allo stesso tempo stanno ricoprendo funzioni governative in aperta ingerenza con le costituzioni, la volontà popolare, quelle politiche e la ragione.

Se andassimo a leggere la costituzione Europea ci renderemmo immediatamente conto di quanto ingannevole sia quella carta, imprecisa e vaga circa la traduzione, il senso e l’uso di concetti derivati direttamente o correlati al Diritto Romano, quello Napoleonico, la Common Law ed il Reichstag, mescolati a dovere, al punto da non funzionare più per mera incompatibilità.

Fare di tutta l’erba un fascio, è stata infatti qui la migliore politica di delegittimazione delle costituzioni nazionali Europee, come della riduzione di Sovranità degli stati, a favore di qualcosa che non è né carne, né pesce.

Rispetto, dignità e misure equilibrate ed armoniche, non soggette ai mercati illusori della finanza, ma basate sull’economia reale, sono perequisito  necessario e fondamentale all’unificazione dei popoli Europei, da considerarsi come biodiversità culturali da unificare in sinergia, senza appiattire in modo disergico le loro monete, la loro storia, la loro identità e diversità precipue, o cancellandone le Sovranità Nazionali.

Percorrere la via del mal comune che porta al mezzo gaudio, non risulta che essere la peggiore politica possibile per affrontare questo progetto, su basi puramente economico-affaristiche, e non sull’integrazione, la valorizzazione e la comprensione che solo attraverso la tolleranza e il rispetto, si può unire quanto è diverso per natura, non arbitrariamente, ma consapevolmente e senza ingerenze tali da cancellare le stesse particolarità che fanno di un luogo, di un popolo e di un paese quello che è. 

La distruzione mirata di tali memorie, corrotte a fini di controllo globale attraverso una Governance che intende sostituirsi ai Governi di queste nazioni, è un gioco di prestigio, come lo sono quelli sul concetto di libero mercato, quando esso di fatto non si basa più sulle regole delle nazioni, ma indica in realtà un concetto fondato propriamente sul segreto bancario, libero da controlli di sorta, dei rapporti economici fra i potentati, da individuare a scelta, fra Multinazionali, Lobby, Corporazioni  e gli Ordini ( Religiosi, Militari e Massonici ), che possono cosi destreggiarsi abilmente in contesti, luoghi e maniere, che si trovano ben al di là della legalità, delle leggi in vigore, e dell’etica e della morale.

Le manie di grandezza hanno sempre portato sventura. Ad ognuno il suo, e in misura di quanto è in grado di fare, produrre, condividere equamente.

Obsoleto ed anacronistico infatti risulta essere oggi l’impatto e il tentativo vano di controllare o mitigare i danni di quei mercati finanziari che fondati sull’aleatorietà e la volatilità dell’illusione del debito, intese come potere e controllo attraverso il ricatto, crollano miseramente e conducono alla rovina tutti coloro i quali vi si affidano ciecamente.

Sia la moneta reale separata da quella virtuale.

Siano gli ordini di grandezza dai 000 3 zeri ai 000.000 6 zeri separati dagli ordini di grandezza dei 000.000 6 zeri ai 000.000.000.000 12 zeri, e possano il popoli vivere in pace, secondo il giusto criterio della misura delle quantità commisurate, e tutto ciò che si trovi al di sopra dei 12 zeri, sia fatta cosa di Governo e non privata, e quel che si trovi oltre i 18 zeri, sia cosa del mondo decisa assieme democraticamente. Le tre monete vengano distinte, e separate, i diritti alla vita garantiti, e le interferenze introdotte a piacimento dai mercanti, cessate. 

Per mitigare danni che nascono nel futuro corrotto di certi percorsi che il passato neppure si sognava, è necessario quindi contestualizzare, attualizzare e correggere lo stesso paradigma occulto delle immunità, impunità e completa elusione fiscale e doganale, da parte di alcuni soggetti, che regolano il gioco dall’esterno come dall'interno.

Vorrei ribadire che qui nessuno è fesso od è escluso, ed che è tempo che costoro che si reputano e definiscono “eletti”, tornino ad essere padri degni e che il loro operato venga stimato, vagliato e considerato secondo i parametri della giusta condotta responsabile e del buon operato, poiché secondo la teoria dei vasi comunicanti, un debito di 12 volte maggiore rispetto alla ricchezza reale del mondo, non è che un indice del grado di schiavitù e di infelicità che abbiamo raggiunta, nonché un parametro chiaro che dimostra in modo evidente, come attraverso lo sfruttamento dei popoli a fini personali ed egoistici, si coltivi l’infelicità di tutti, attraverso la semplice malia del numero.

L’accettazione dell’erronea concezione che il valore attribuito e illusorio valga qualcosa nel mondo reale, ha condotto alcuni ad un utilizzo erroneo dei numeri e delle quantità fittizie, che in verità non risultano essere altro che “malia”. Comprendere l’errore, prendere coscienza e correggerlo, è il nostro compito.

Dobbiamo renderci conto che è interesse della sinarchia, ricattare quei governi che non vogliono farsi governare, per obbligarli a rendere quanto non hanno, esigendolo dai popoli che non hanno, e che inevitabilmente, se si oltrepassa la misura, si rivolteranno, facendoli ancora cadere.

Ciò significa semplicemente che comunque vadano le cose, gli stessi stati sovrani che si trovano oggi sotto doppio scacco, non potranno risolvere la loro "impasse" a meno di non mutare radicalmente atteggiamento, prendersi le proprie responsabilità per impugnare saldamente quel timone che tutto ci dice sulla direzione del naviglio.

Fretta non giova. Sappiate rinunciare al superfluo, al fittizio e all’inutile, per raggiungere l’essenza delle cose, fondata sul loro valore reale. Ponderare bene, ragionare meglio e lavorare sodo, senza  cadere vittime degli incanti, degli inganni e degli affari, che sempre nascondo un difetto: quello di essere esche.

Si potrebbe stampare nuovamente moneta di stato, non soggetta al signoraggio, per bilanciare le cose, lasciando pure che l'euro resti moneta di scambio Europea.

Ognuno dovrebbe concentrarsi sui propri equilibri interni, e agire senza produrre ingerenza sui vicini.

Dal rispetto delle sovranità, nasce la collaborazione e l'aiuto reciproco fondato sulle risorse reali.

Che gli aiuti, vengano dati in termini di lavoro, infrastrutture, ed opere fisiche, e non in danari facili tratti dal nulla, che rimpinguino banche, privati ed enti che non hanno alcuna intenzione di procedere in senso sociale.

Gli aiuti, per una volta, si immettano dal basso, e si faccia arare la terra, prima della semina.

Tutta la pioggia che è caduta ultimamente, per quanto di acqua ve ne fosse un gran bisogno, è finita in mare strappando via ai campi, quei pochi sali che vi restavano ed infangando tutto. Senza piantare alberi, il terreno non trattiene l'acqua.

Che si lavori per creare invece di chiudere.

Che ci si impegni a ridurre i prezzi, affinché chi specula, si ritrovi in mano un pugno di mosche, e ciò per dar modo al reale, di essere tale e non mera speculazione.

Si trovino le soluzioni assieme, che tengano conto e non escludano.

Si metta da parte l'interesse egoistico a favore di condotte meritevoli e condivise.

Lo svantaggio dell'onestà, cessi di frapporsi alla giusto fare.

Che il grado di libertà degli equilibri non venga minato da falsa moneta.

Si limiti l'impatto destabilizzante delle speculazioni, e si separino le due economie, quella reale e quella del debito, al fine di non produrre più povertà, ma equità.

Si smetta di pretendere, quando non si da o non si vuole rinunciare per primi.

Si crei il ministero dell'armonia e degli equilibri, e si cessi di trarre vantaggio da oligopoli, monopoli e duopoli creati per gestire scarsità, impedire la concorrenza, a vantaggio di pochi.

Fino a quando Macchiavelli sarà considerato un modello da seguire, i lupi sbraneranno gli agnelli e poi si sbraneranno fra di loro. Cambi il paradigma in uso, e si risolva il problema delle energie pulite, smettendola di prendere in giro tutti.

Overunity è presente. I patent sono disponibili. Si tratta solo di decidere come, dove e quando, attuare questi miglioramenti.

I 500 miliardi di dollari andati in fumo per le lampadine a basso consumo, debbono farvi capire che non si deve più procedere in questo modo sconsiderato, ma usare la testa, ragionare, e non finire vittima di macchinazioni di tale portata.

Si cessi di alimentare i gironi infernali, e si cominci ad introdurre conoscenza atta a risvegliare le menti.

Quand'anche se ne presentasse l'occasione di punire, non si reprima, ma si avverta prima, e si proceda in senso educativo e non repressivo.

Quando non si avverte come corretto un certo comportamento, questo non potrà mai essere imposto con la forza, ma sarà luogo comune fare diversamente.

Dal momento che la pressione fiscale che grava su di noi oggi è la più elevata del mondo, ci si chieda in verità quanti Re reclamano in realtà la loro parte, e quali conti in verità ci stanno chiedendo di pagare.

E' il momento di apprezzare l'ingegno e lo spirito creativo del popolo.

Si lasci che esso risolva da se, e senza interferenza, nefandezze e soprusi.

Si consenta, si conceda e si offrano infrastrutture atte a creare il movimento di flussi reali. Si svincoli tutto cioò che è economia di sopravvivenza da tassazione, e tutto ciò che supera un certo livello, per gradi, si tassi in misura delle quantità di danaro mosse, prodotte ed utilizzate.

Che venga resa la dignità ai poveri, diseredati e si consenta loro di non delinquere ma di vivere degnamente, anche se con poco.

Ogni volta che si usa il potere, ci si allontana dalla via del Tao.

Si cessi di ricorrere al cattivo esempio, per indurre i figli in errore.

Si riduca il numero delle leggi, e in tre pagine per ogni argomento, si concentri in modo comprensibile quello che si ha da dire e come ci si dovrebbe comportare.

Che gli invisibili vengano portati alla luce, e si intraprenda un lavoro personale che porti ognuno a condividere il sapere e le esperienze acquisite con gli altri.

Si creino piazze per lo scambio dei beni fra poveri, ove l'oggetto anziché venire riciclato, possa perdurare, non inquinare e non costare nulla, ma produrre beneficio al quale era stato destinato.

Si creino piazze per la condivisione delle opere dell'ingegno creativo e delle arti, e vengano istituiti luoghi per la creazione e il lavoro nelle arti, ove gli strumenti possano essere a disposizione di tutti coloro i quali vogliono applicarvisi.

Si crei un conservatorio ogni 100.000 abitanti, e scuole d'arte ove poter praticare, condividere e creare.

Si istituiscano cinema, teatri e sale da concerto gratuite, e non vincolate a diritto, ma in creative commons e libera circolazione del pensiero e delle cose create.

Si istituiscano officine meccaniche, per le scienze, e le nuove applicazioni circa le invenzioni, la ricerca e le innovazioni.

Venga offerto un sussidio od un sostegno economico di base a tutti coloro i quali non hanno, non detengono o non hanno modo.

Vengano permesso di migliorare le cose a tutti colori i quali abbiano proposta degna da fare, e vengano costoro ricompensati per il lavoro svolto.

Vengano ascoltati i saggi, e chiamati a considerare l'operato di quelli al potere, uomini degni, non soggetti al danaro, al potere o al ricatto.

Che la democrazia diretta, divenga strumento automatico di gestione della cosa pubblica, e le cose obsolete, quando anacronistiche, cessino di interferire con il presente, automaticamente.

Che i contratti di anno in anno possano essere rinnovati per accordo rinnovato, e che non si debba più ricorrere al divorzio, ma a formule rinnovabili e non definitive.

Vengano create le condizioni per un mondo migliore, attraverso opere atte a dire, insegnare, offrire e consigliare, il popolo.

Il valore epigenetico dei danni prodotti da coloro i quali danno il cattivo esempio, venga penalizzato e multato, e la violenza, bandita dagli schermi, dalle arti e dai contenuti mediatici, e tassata in misura della cattiveria mostrata.

Vengano i confronti, le discussioni e le diatribe risolte in luoghi comuni, davanti a testimoni, ove non ci sia bisogno di ricorrere alla legge, ma al buon senso e all'esperienza circa le cose comuni.

Si offra possibilità, in cambio di maestria e padronanza.

Si premino coloro i quali lavorano in silenzio, e si cerchino i meritevoli fra gli invisibili, al fine di preservare quanto è raro e di grande valore.

La biodiversità fa del mondo la perla che è, pertanto ci si impegni a creare nuove e particolari funzioni, classi di studio e discipline speciali, da insegnare a giovani capaci di confrontarsi con il presente e con il futuro che è già qui.

Si cessi di invecchiare le cose prima del tempo e di minare il bios ed i programmi, affinchè l'obsolescenza precoce non faccia parte integrante della fregatura nascosta insita nell'oggetto comperato.

Si operi con decenza, e venga offerta possibilità di fare, senza creare ostacolo.

Si smetta di offrire soldi, in cambio delle buone idee, e si offrano al posto, infrastrutture e tecnici capaci.

Si riduca il numero dei passaggi in ogni cosa, e di pezzi, in ogni invenzione, come di parti in ogni oggetto, e di pagine in ogni legge.

Si semplifichi la via, e grande vantaggio verrà alla società ed al mondo.

 

Operate cosi e ne sarete fuori, anche se sinceramente comprendo i vostri sforzi di metterci uno contro l'altro e di armarci per farci guerra ed eliminarci a vicenda.

Non è la soluzione. Non lo è mai stata ne lo sarà in futuro. Fatevi da parte se non siete in grado di essere Armonia.

O vi adeguate alle leggi della Cimatica o la natura armonica del mondo vi sgretolerà. Scegliete pure, ma in fretta.
 

Grazie